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Da Michael Jackson ai Tazenda: la pace non ha una sola voce

Da Michael Jackson ai Tazenda: la pace non ha una sola voce

Michael Jackson, il re del pop, ma non aveva certo il monopolio delle canzoni capaci di scuotere le coscienze!

Nel 1991, Heal the World, invitava il mondo intero a costruire un futuro migliore per i bambini. Un anno dopo, dalla Sardegna, arrivava un altro grido contro la guerra. Non in inglese, la lingua internazionale del pop, ma in sardo.

Quel grido aveva un nome: Pitzinnos in sa gherra, Bambini nella guerra.

A lanciarlo furono i Tazenda, il gruppo fondato nel 1988 da Andrea Parodi, Gino Marielli e Gigi Camedda. Tre musicisti capaci di mescolare rock, sonorità tradizionali sarde e armonie vocali in uno stile inconfondibile. Dopo il successo di Spunta la luna dal monte, tornarono a Sanremo nel 1992 proprio con Pitzinnos in sa gherra, un brano scritto da Gino Marielli con il contributo di Fabrizio De André, autore della parte finale in italiano.

Insomma, anche noi in Sardegna abbiamo i nostri portavoce, artisti capaci di trasformare una canzone in un messaggio universale.

Quest'anno Le Wings hanno deciso di dare al Natale un tocco tutto sardo, portando nel loro repertorio Pitzinnos in sa gherra.

Due brani, Heal the World e Pitzinnos in sa gherra, due universi musicali diversi, ma un'unica preoccupazione: che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?

Perché mentre noi prepariamo alberi, regali e tavole imbandite, ci sono bambini che non avranno un Natale. Bambini che stringono un fucile invece di un giocattolo, che hanno perso la casa, che vivono nella paura, che non conoscono più la serenità di una notte senza bombe.

E forse il Natale dovrebbe servire anche a questo: ricordarci quanto siamo fortunati e chiederci cosa possiamo fare per chi non lo è.

Ma c'è un'altra ragione per cui abbiamo scelto questa canzone: la sua straordinaria musicalità.

Nonostante la durezza dell'argomento, la melodia è dolce, quasi una carezza. Le armonie si intrecciano, le voci si cercano, si rispondono, si sostengono.

Nel nostro arrangiamento, tutto comincia con un rifiuto.

Gli uomini scandiscono un «No, no, no» secco, deciso. I soprani lanciano un «No» lungo, quasi un grido sospeso. E i contralti rispondono: «Guerra no».

Tre voci. Tre modi diversi di dire la stessa cosa.

Ma è quando si uniscono che il messaggio acquista tutta la sua forza. Nessuna voce, da sola, potrebbe creare la stessa emozione. Ognuna ha bisogno delle altre.

E se fosse proprio questa la lezione più bella? Per dire davvero NO alla guerra, una voce sola non basta.

A Natale, Le Wings canteranno anche per quei bambini che non potranno festeggiare.

Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo con una canzone.

Ma possiamo almeno rifiutarci di dimenticarli.

E, per qualche minuto, far risuonare insieme le nostre voci là dove vorremmo che tacessero le armi.

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Chi sono
Christine

Francese di origine, innamorata delle parole e della musica, ho scelto la Sardegna come casa, dove dirigo un coro pop/rock e coltivo l’incontro tra voci, emozioni e mondi diversi.
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